Battesimo in mare 30 marzo 2008
Battesimo in mare 30 marzo 2008
Calafuria: località Sassi Bucati.
Non sono ancora le 9 di una domenica mattina, il luogo è deserto, l'unico rumore il frangersi delle onde sugli scogli. Ad un tratto dal crinale spunta un drappello variegato di persone: sono lo zoccolo duro del I corso subacquei dell'Artiglio accompagnati dagli istruttori. Si apprestano a fare il battesimo del mare dopo il lungo addestramento in piscina.
Il mugugno serpeggia: in effetti non è un percorso molto agevole da fare con le attrezzature, ( e meno male che stavolta non dobbiamo usare le bombole) in compenso il luogo è davvero molto bello; ci sono ancora le vasche scavate dai Romani in buono stato di conservazione e a lato ampi spazi rocciosi pianeggianti ideali per infilarsi le mute.Già, è arrivato il tanto temuto momento della vestizione all'aperto, comunque, vuoi per il freddo vuoi per l'emozione, mi sembra che i tempi siano decisamente più brevi di quelli necessari in piscina. In breve siamo pronti e ascoltiamo le ultime istruzioni. Oggi, dopo essere usciti a qualche decina di metri in mare aperto, dovremo provare le famigerate capovolte.
Si formano le coppie, a ciascuna si affianca un istruttore e via! Sembra semplice, però il primo impatto con l'acqua gelida sulla faccia (14 C°) è di quelli tosti. Poi per la verità non ci pensi più perché dobbiamo iniziare a nuotare per arrivare alla zona delle operazioni.
L'acqua è molto torbida, non si vede niente, è un muro grigiastro che inghiotte le persone quasi subito dopo il percorso verso il fondo. Si inizia:io sono in coppia con Serena, (un nome un destino, pacata, tranquilla, riesce a infondermi sempre molta sicurezza). Poi ci sono Giusy (elettrica,argento vivo, non sta ferma un momento) ed Elisabetta (determinata, sicura di sé); Vania (incontenibile, entusiasta di tutto, la nostra mascotte) e Chiara (di poche parole, l'acqua le è sempre piaciuta molto) ; Dino (oggi in minoranza in quanto unico rappresentante del drappello maschile).
Proviamo l'esercizio a turno per diverse volte ma per me è difficile,non riesco a scendere, sbaglio i movimenti e anche se ho capito gli errori non riesco a correggerli. Per fortuna l'ultima prova va un po' meglio delle altre e questo mi risolleva un tantino il morale.
Il ritorno a riva è faticoso, non è semplice nuotare con la muta e soprattutto la zavorra! Ad un certo punto mi ritrovo senza fiato e senza forze, meno male che Riccardo mi aiuta tirandomi fino a riva (anche sotto le scorze più dure batte un cuore!).
A terra l'euforia è alle stelle, ce l'abbiamo fatta! L'avvenimento va festeggiato degnamente e infatti Riccardo (che pensiero gentile!) tira fuori una bottiglia di prosecco. Ci spiegano che il rito prevede il brindisi usando le maschere al posto dei bicchieri. Allora evviva, in alto le maschere e PROSIT!
I 7 che fecero l'impresa I 4 che resero l'impresa possibile
Chiara Alessandro
Beppe
Dino Giovanni
Elisabetta Riccardo
Gius
Serena
Stefania
Vania
P.S. Mi sembra doveroso ricordare un outsider, Francesco, che oggi ha rivestito il generoso ruolo di sherpa per moglie e figlia.
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